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Rezia (provincia romana)
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mwbqRezia (mwbgRaetia in mwbwlatino) era il nome di una mwcaprovincia dell'mwcqImpero romano, comprendente i territori mwcgalpini e subalpini compresi fra l'odierno mwcwAlto Adige, la mwdaBaviera meridionale, parte della mwdqSvizzera, dell'mwdgAustria occidentale e del versante alpino italiano, corrispondenti all'mwdwomonima regione storica che deve il suo nome all'antico popolo dei mweaReti.
Contents
• Statuto
• Storia
• Auxilia
• Note
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Statuto
I mwfqRomani, che diedero il nome all'area e ai suoi abitanti (mwfgReti), conquistarono la Rezia e la Vindelicia nel mwfw15 a.C., a seguito delle mwgacampagne militari condotte da mwgqDruso e mwggTiberio. mwgwAugusto affidò il territorio acquisito ad un mwhaprefetto (mwhqpraefectus Raetis, Vindelicis et Vallis Poeninae), che era sottoposto all'autorità del legato, comandante dell'esercito della futura provincia di mwhgGermania Superior.cite-ref-cil-9-3044-1-0[1]
Creata mwjaprovincia da mwjqClaudio, con il nome di mwjgRaetia, Vindelicia et Vallis Poenina, la provincia venne affidata ad un mwjwmwkaprocurator Augusti di rango ducenario.
Dopo le mwkgguerre marcomanniche del mwkwII secolo, la provincia di mwlaRaetia fu assegnata ad un mwlqmwlglegatus Augusti pro praetore (dal mwlw179 circa) di rango mwmasenatorio e vi fu definitivamente stanziata una legione, la mwmqlegio III Italica.
A partire dalla mwmwriforma dioclezianea, la provincia venne annessa alla mwnaDiocesi d'Italia, e divisa fra le due nuove province di mwnqmwngRaetia prima (mwnwCuriensis) e mwoamwoqRaetia secunda (mwogVindelica). In entrambe vennero dislocati un mwowmwpadux per il comando militare e un mwpqmwpgPraeses per quello civile, rispettivamente a mwpwmwqaCuria Raetorum (mwqqCoira) e ad mwqgmwqwAugusta Vindelicorum (mwraAugusta).
| R A E T I A | R A E T I A | R A E T I A | R A E T I A | R A E T I A |
|---|---|---|---|---|
| prima della conquista romana | Rezia ( Reti e Vindelici ) | Rezia ( Reti e Vindelici ) | Rezia ( Reti e Vindelici ) | Rezia ( Reti e Vindelici ) |
| dal 15 a.C. | Retia | Retia | Retia | Retia |
| dal 324 - 337 | Raetia prima | Raetia prima | Raetia secunda | Raetia secunda |
Storia
Conquista sotto Augusto
mwew16 a.C.
Tiberio, appena nominato mwfqpretore, accompagnò Augusto in mwfgGallia, dove trascorse i tre anni successivi, fino al mwfw13 a.C., per assisterlo nell'organizzazione e governo delle province galliche.cite-ref-2[2]cite-ref-3[3] Il mwiaprinceps fu accompagnato dal figliastro anche in una campagna punitiva oltre il mwiqReno, contro le tribù dei mwigSigambri e dei loro alleati, mwiwTencteri ed mwjaUsipeti, che nell'inverno del mwjq17-mwjg16 a.C. avevano causato la sconfitta del mwjwproconsole mwkaMarco Lollio e la parziale distruzione della mwkqlegio V Alaudae e la perdita delle insegne legionarie.cite-ref-4[4] Lungo il fronte occidentale mwlgPublio Silio Nerva, governatore dell'mwlwIllirico, procedette a completare la conquista dell'mwmafronte alpino orientale, con l'assoggettamento delle valli da mwmqComo al mwmglago di Garda (compresi i mwmwCamuni della mwnaVal Camonica e ai Triumplini), oltre ai mwnqVenosti della mwngval Venosta (nell'mwnwAlto Adige). Approfittando dell'assenza del mwoamwoqlegatus Augusti pro praetore i mwogPannoni ed i mwowNorici attaccarono l'mwpaIstria. La reazione del generale romano non si fece attendere, tanto che il mwpqNorico meridionale fu occupato, ottenendo, inoltre, una forma di vassallaggio da parte del regno del Norico settentrionale (popolazione dei mwpgTaurisci).cite-ref-symeviii153-5-0[5]
mwra15 a.C.
Tiberio, insieme al fratello mwrgDruso, condusse una campagna contro le popolazioni dei mwrwReti, stanziati tra il mwsaNorico e la Gallia,cite-ref-6[6] e mwtqVindelici.cite-ref-7[7] Druso aveva già in precedenza scacciato dal territorio italico i Reti, resisi colpevoli di numerose scorrerie, ma Augusto decise di inviare anche Tiberio affinché la situazione fosse definitivamente risolta.cite-ref-8[8] I due, nel tentativo di accerchiare il nemico attaccandolo su due fronti senza lasciargli vie di fuga, progettarono una grande "operazione a tenaglia" che misero in pratica anche grazie all'aiuto dei loro luogotenenti:cite-ref-9[9] Tiberio mosse dall'mwwgElvezia, mentre il fratello minore da mwwwAquileia e raggiunta mwxaTridentum, divise l'esercito in due colonne. Una mwxqprima colonna percorse la mwxgvalle dell'Adige e dell'mwxwIsarco (alla cui confluenza costruì il mwyaPons Drusi, presso l'attuale mwyqBolzano), risalendo fino all'mwygInn; la seconda percorse quella che diventerà sotto l'imperatore mwywClaudio la mwzavia Claudia Augusta (tracciata pertanto dal padre Drusocite-ref-10[10]) e che attraverso la mw0qval Venosta ed il mw0gpasso di Resia, raggiungeva anch'essa il fiume Inn. Tiberio, che avanzava da ovest, sconfisse i mw0wVindelici nei pressi di mw1aBasilea e del mw1qlago di Costanza; in quel luogo i due eserciti poterono riunirsi e prepararsi a invadere la mw1gVindelicia. Druso nel frattempo aveva sconfitto e sottomesso i popoli dei mw1wBreuni e dei mw2aGenauni.cite-ref-symeviii153-5-1[5] L'azione congiunta permise ai due fratelli di avanzare fino alle sorgenti del mw3qDanubio, dove ottennero l'ultima e definitiva vittoria sui Vindelici.cite-ref-11[11] Questi successi permisero ad Augusto di sottomettere le popolazioni dell'arco alpino fino al Danubio, e gli valsero una nuova acclamazione imperatoria,cite-ref-12[12] mentre Druso, figliastro prediletto di Augusto, per questa ed altre vittorie, poté più tardi ottenere il trionfo. Su una montagna vicino al mw5gPrincipato di Monaco, presso l'attuale mw5wLa Turbie, venne eretto un mw6atrofeo delle Alpi.
mw6g14 a.C.
Anche i mw7aLiguri Comati delle mw7qAlpi sudoccidentali furono in parte sottoposti ai mw7gpraefecti civitatum, in parte aggiunti al vicino regno di Cozio, figlio di un principe locale, ma divenuto egli stesso prefetto, anche se solo formalmente.cite-ref-symeviii154-13-0[13] Al termine delle operazioni, sembra furono lasciate a protezione dei territori conquistati della mw8wVindelicia due legioni: a mw9aDangstetten e ad mw9qmw9gAugusta Vindelicorum.cite-ref-symeviii154-13-1[13] La provincia della Rezia verrà infatti costituita sotto mw-wClaudio.cite-ref-cil-9-3044-1-1[1]cite-ref-14[14]
Il mwaqutrofeo di La Turbie attesta che esistevano quattro popolazioni afferenti ai Vindelici (mwaqyVindelicorum gentes quattuor): mwaqcCosuanetes, mwaqgRucinates, mwaqkLicares e mwaqoCatenates.cite-ref-15[15] mwaq8Strabone scrive invece che i Vindelici erano divisi, fra mwaraLicatii, mwareClautinatii, mwariVennones, mwarmEstiones e mwarqBrigantii, mentre, secondo il geografo d'età augustea, le tribù alpine di ceppo mwaruretico erano i mwaryCotuantii e i mwarcRucantii.cite-ref-16[16]
La definitiva conquista del settore strategico di mwar0Rezia e mwar4Vindelicia fu fondamentale per il successivo consolidamento e potenziamento del mwar8sistema difensivo renano e mwasadanubiano. Le mwasearmate romane negli anni successivi poterono così portare a compimento la sottomissione dei territori dell'mwasiIllirico e l'mwasmoccupazione romana della mwasqGermania, anche se questi ultimi furono perduti nel mwasu9, in seguito alla mwasydisfatta di Teutoburgo. L'obbiettivo finale era stato, infatti, raggiunto solo per pochi anni. La frontiera dell'mwascimpero romano era stata avanzata a settentrione e ad oriente, dal fiume mwasgReno e la barriera della mwaskAlpi, ai fiumi mwasoElba-mwassDanubio, nella speranza di poter ridurre i confini imperiali dell'Europa continentale.cite-ref-17[17]
Da Claudio a Antonino Pio
Il distretto militare venne elevato a provincia solo da mwatcClaudio, con il nome di mwatgRaetia, Vindelicia e Vallis Poenina (comprendendo quindi anche il distretto delle Alpi centro-occidentali). La provincia stessa fu ampliata in seguito all'occupazione del territorio dei cosiddetti mwatkmwatoAgri decumates cominciata da mwatsVespasiano e mwatwDomiziano e proseguita poi dagli mwat0imperatori adottivi (da mwat4Traiano ad mwat8Antonino Pio).
L'occupazione degli mwauemwauiAgri decumates, iniziò sotto mwaumVespasiano, con le campagne del legato della mwauqGermania Superiore, mwauuGneo Pinario Cornelio Clemente nel mwauy73/mwauc74 per le quali ottenne gli mwaugmwaukornamenta triumphalia,cite-ref-18[18] permettendo così la creazione di una prima mwau4linea di fortificazioni artificiali nel mwau8Taunus-mwavaWetterau, a cui se ne sarebbero aggiunte altre fino ad mwaveAntonino Pio, per un totale di 550mwavi km.
Negli anni, infatti, mwavq84 ed mwavu85 Domiziano li dedicò alla costruzione di tutta una serie di mwavyfortini e mwavcstrade militari nel mwavgWetterau e mwavkTaunus, cominciando a creare il primo tratto fortificato del mwavolimes germanico-retico e congiungendo il fiume mwavsLahn al mwavwfiume Meno. Contemporaneamente si procedette all'avanzata nei territori di mwav0Nemeti e mwav4Triboci, percorrendo il corso del fiume mwav8Neckar da ovest ad est, e costruendo i nuovi forti a mwawaLadenburg e a mwaweNeuenheim;cite-ref-r-syme-pp-606-19-0[19] a sud la penetrazione avveniva portando mwawyla linea di confine verso settentrione, costruendo una serie di nuovi forti mwawcausiliari a mwawgSulz, mwawkGeislingen, mwawoRottenburg an der Laaber, mwawsBurladingen, mwawwGomadingen, Donnstetten, Urspring e mwaw8Günzburg, unendo così la fortezza militare di mwaxamwaxeArgentoratae con la capitale della Rezia, mwaxiAugusta Vindelicum.cite-ref-d-baatz-p-18-20-0[20]
mwaxgTraiano continuò la penetrazione romana nell'area sia come mwaxkgovernatore della mwaxoGermania superiore (attorno agli anni mwaxs92-mwaxw96), sia come mwax0imperatore (tra il mwax498 ed il mwax8100) con l'avanzamento oltre il fiume mwayaReno verso est, fino al cosiddetto mwayemwayilimes di mwaymOdenwald, tratto di frontiera che collegava il mwayqfiume Meno presso mwayuWörth, con il medio mwayyNeckar a mwaycBad Wimpfen.cite-ref-21[21] Il successore mwaywAdriano, contribuì all'avanzamento lungo il cosiddetto mway0limes dell'Alb.
È sotto mwazaAntonino Pio (nel mwaze145-mwazi146) che molte delle torri e dei forti in legno, furono ricostruiti interamente in pietra, ma soprattutto si ebbe il definitivo avanzamento del mwazmlimes di oltre 30mwazq km ad est della precedente linea dell'mwazuOdenwald-mwazyNeckar.
Dalle guerre marcomanniche alle invasioni del III secolo
La Rezia subì pesanti devastazioni durante le mwaacguerre marcomanniche, attorno al mwaag170, tanto che le fu assegnata una legione a difesa di questo mwaaktratto di limes danubiano. La provincia, di conseguenza, passò da provincia mwaasprocuratoria (sotto un mwaawmwaa0procurator Augusti), a provincia mwaa4legataria, e venne assegnata ad un mwaa8mwabalegatus Augusti pro praetore al comando della mwabemwabiLegio III Italica, acquartierata nella vicina mwabmCastra Regina (l'odierna mwabqRatisbona).
Sotto mwabyCaracalla, potrebbero essere stati aggiunti ulteriori sbarramenti, fossati, palizzate e terrapieni, in seguito alle prime invasioni degli mwabcAlemanni del mwabg213, i quali continuarono a guerreggiare con i successori, da mwabkAlessandro Severo a mwaboMassimino il Trace, fino a mwabsGallieno come mostrato più dettagliatamente qui di seguito.
mwab4213
mwacaCaracalla, giunto nella primavera di quell'anno lungo il mwacelimes germanico-retico, condusse una campagna contro i Germani, sconfiggendo prima i Catti lungo il mwacifiume Meno, poi gli Alemanni nella zona che va dalla Rezia all'altopiano della mwacmSvevia. In seguito a queste vittorie il giovane imperatore assunse l'appellativo di mwacqmwacuGermanicus maximus (6 ottobre;cite-ref-southern209-22-0[22]cite-ref-23[23] riformulato in "mwac4mwac8Alemannicus" dalla storiografia posteriorecite-ref-24[24]). Tuttavia, pare che avesse comprato la pace con i barbari, come suggerisce mwadqCassio Dione.cite-ref-25[25]
mwad4Alessandro Severo, partito da Roma per il fronte settentrionalecite-ref-26[26] dopo aver arruolato numerose nuove truppe ausiliarie (tra cui mwaemArmeni, mwaeqOsroeni e perfino mwaeuParti,cite-ref-27[27]) riuscì a respingere le incursioni degli Alemanni, che avevano sfondato il fronte degli mwaeoAgri Decumates. L'imperatore però commise l'errore di voler concludere con i Germani un trattato di pace, offrendo loro grandi somme di denaro: questo atteggiamento fu accolto male dal suo esercito che, sotto la guida del generale mwaesMassimino il Trace, si ribellò e trucidò Alessandro e la madre. Poco dopo le legioni proclamarono il nuovo mwaewimperatore romano nello stesso Massimino.cite-ref-28[28]
mwafyMassimino Trace, che riteneva fosse una priorità dell'Impero la guerra "antigermanica",cite-ref-29[29] continuò a combattere gli mwafsAlemanni, riuscendo non solo a respingere le loro incursioni lungo il mwafwlimes germanico-retico, ma anche a penetrare profondamente in mwaf0Germania per circa 30-40 mwaf4miglia romane (45-60 chilometri) e a battere sul loro terreno le armate alemanne, nella regione del mwaf8Württemberg e mwagaBaden.cite-ref-30[30] Campagne archeologiche di scavo, condotte dal mwagu2008 al mwagy2011, hanno rivelato tracce di uno scontro militare tra l'mwagcarmata romana (composta anche dalla mwaggmwagklegio IV Flavia Felix) ed i Germani presso l'mwagoHarzhorn, nell'area boschiva nei pressi di mwagsKalefeld (in mwagwBassa Sassonia), databile al mwag0235.cite-ref-31[31]
Sotto il giovane mwahcGordiano III, durante le campagne orientali, potrebbero essersi verificati nuovi sfondamenti del mwahgLimes germanico-retico ad opera degli Alemanni, come risulterebbe da alcuni ritrovamenti archeologici nei pressi del forte di mwahkKünzing.cite-ref-southern212-32-0[32]
A partire dal mwah8260, e fino al mwaia274 circa, l'Impero romano subì la secessione di due vaste aree territoriali, che però ne permisero la sopravvivenza. Ad ovest gli usurpatori dell'mwaieImpero delle Gallie, come mwaiiPostumo (260-mwaim268cite-ref-33[33]), mwaigLeliano (268), mwaikMarco Aurelio Mario (268-mwaio269), mwaisVittorino (269-mwaiw271), mwai0Domiziano II (271) e mwai4Tetrico (271-274), riuscirono a difenderne i confini delle province di mwai8Britannia, mwajaGallia e mwajeSpagna. Scrive mwajiEutropio:
«Avendo così
Gallieno
abbandonato lo Stato, l'Impero romano fu salvato in Occidente da Postumo ed in Oriente da
Odenato
.»
(Eutropio, Breviarium ab urbe condita, 9, 11.)
Postumo era riuscito, infatti, a costituire un impero in Occidente, centrato sulle provincie della mwajuGermania inferiore e della mwajyGallia Belgica e al quale si unirono poco dopo tutte le altre province galliche, della britanniche, ispaniche e, per un breve periodo, anche quella di Rezia.cite-ref-34[34]
mwakm260
Nel corso di questo anno i territori che formavano una rientranza tra mwakuReno e mwakyDanubio, a sud del cosiddetto mwakclimes germanico-retico (gli mwakgmwakkAgri decumates) furono abbandonati a vantaggio delle popolazioni mwakosveve degli mwaksAlemanni. A questo anno sembrano infatti attribuibili i numerosi segni di distruzione lungo questo tratto di Limes a mwakwKempten, mwak0Bregenz, mwak4Grenoble e mwak8Losanna e la riapertura della mwalafortezza legionaria di mwaleVindonissa e dei forti mwaliausiliari di mwalmAugusta Raurica, mwalqCastrum Rauracense e la moderna mwaluBasilea.cite-ref-35[35] Non a caso l'iscrizione rinvenuta sull'mwaloaltare di Augusta ricorda una vittoria contro le genti germaniche di mwalsSemnoni e mwalwIutungi, nell'anno in cui mwal0Postumo era già mwal4augusto e console insieme ad un certo mwal8Onoraziano.cite-ref-36[36]
Fu probabilmente Gallieno a decidere il definitivo abbandono di tutti i territori ad est del Reno ed a nord del Danubio, a causa delle continue invasioni delle tribù germaniche limitrofe degli Alemanni, ed alla contemporanea secessione della parte occidentale dell'impero, guidata dal mwamygovernatore di mwamcGermania superiore ed inferiore, Postumo.cite-ref-grant230-37-0[37]cite-ref-zosimo-storia-nuova-i-38-2-38-0[38]cite-ref-grant235-39-0[39] Gli Alemanni, che avevano sfondato il limes retico e attraversato il mwanqPasso del Brennero, si erano spinti in Italia, dove furono intercettati e battuti dalle armate di Gallieno nei pressi di mwanuMilano. L'imperatore sembra non avesse potuto intervenire prima lungo il fronte germanico-retico a causa della contemporanea crisi orientale, che vide coinvolto il proprio padre, mwanyValeriano, catturato dai mwancSasanidi di mwangSapore I nella tarda estate.cite-ref-eutropio9-8-40-0[40]cite-ref-41[41]
mwaom268
Nel corso di questo anno gli Alemanni riuscirono ancora una volta a penetrare nell'mwaouItalia settentrionale attraverso il passo del Brennero,cite-ref-southern214-42-0[42] approfittando dell'assenza dell'esercito romano, impegnato a fronteggiare sia la devastante invasione dei Goti in Mesia, Acaia, Macedonia, mwaooPonto ed mwaosAsia, sia l'usurpatore Aureolo, che si era fortificato a Milano. L'accorrere successivo dell'esercito romano di Claudio II il Gotico (il nuovo imperatore che aveva assistito alla capitolazione di Aureolocite-ref-43[43]), costrinse gli Alemanni ad interrompere le loro scorrerie ed a trattare il loro ritiro dal suolo italico. Il mancato accordo costrinse Claudio a combatterli: riportò la vittoria decisiva in novembre, nella mwapabattaglia del lago Benaco (il mwapelago di Garda) che, come racconta mwapiAurelio Vittore, permise la loro definitiva cacciata dall'Italia settentrionale con gravissime perdite. Si racconta, infatti, che più della metà dei barbari perirono nel corso della battaglia.cite-ref-44[44]
mwaqc270
Con l'inizio dell'anno, quando ancora Claudio era impegnato a fronteggiare la minaccia gotica, una nuova invasione di mwaqkIutungi tornò a procurare ingenti danni in Rezia e mwaqoNorico. Claudio, costretto ad intervenire con grande prontezza, affidò il comando balcanico ad Aureliano, mentre egli stesso si dirigeva a mwaqsSirmio, suo quartier generale, da dove poteva meglio controllare ed operare contro i barbari.cite-ref-grant240-45-0[45] Poco dopo tuttavia morì, in seguito ad una nuova epidemia di peste scoppiata tra le file del suo esercito (agosto).cite-ref-46[46]
La morte prematura di Claudio costrinse Aureliano a concludere rapidamente la guerra contro i Goti in mwaruTracia e nelle mwaryMesie, ponendo fine agli assedi di mwarcAnchialus (nei pressi della moderna mwargPomorie, lungo le coste mwarkbulgare del mwaroMar Nero) e di mwarsmwarwNicopolis ad Istrum.cite-ref-47[47] Recatosi poco dopo anch'egli a Sirmio, dove ricevette l'acclamazione imperiale da parte delle truppe di stanza in Pannonia, era consapevole del fatto che fosse imperativo affrontare al più presto gli Iutungi che avevano sfondato il fronte danubiano.cite-ref-48[48]
mwasc271
Era appena cessata questa minaccia, che già una nuova si profilava all'orizzonte. Questa volta si trattava di un'importante invasione congiunta di Alemanni, mwaskMarcomanni e forse di alcune bande di Iutungi (mwasoDessippo parla esplicitamente di una nuova invasione degli Iutungi, che ancora flagellava il suolo italicocite-ref-desippo-49-0[49]). Aureliano, anche questa volta, fu costretto ad accorrere in Italia, ora che questi popoli avevano già forzato i passi alpini. Raggiunta la mwas8Pianura padana a marce forzate percorrendo la mwatavia Postumia, fu inizialmente sconfitto dalla coalizione dei barbari mwatepresso Piacenza, a causa di un'imboscata. Nel prosieguo della campagna, i barbari però, per avidità di bottino, si divisero in numerose bande armate, sparpagliate nel territorio circostante. Aureliano, radunate nuovamente le armate dopo la sconfitta subita e deciso a seguirli nella loro marcia verso sud, riuscì a ribaltare le sorti della guerra, riuscendo a batterli ripetutamente.
La vittoria di Aureliano su mwatcTetrico provocò una nuova incursione da parte dei Germani d'oltre Danubio, nella vicina provincia di Rezia, tanto da richiedere un nuovo intervento dell'imperatore in persona, prima di recarsi in Oriente, dove aveva intenzione di intraprendere una nuova campagna contro i mwatgSasanidi, al fine di recuperare i territori perduti della mwatkprovincia romana di Mesopotamia.cite-ref-50[50]
mwaua278
Probo affrontò ora i Burgundi e i Vandali che erano venuti in soccorso delle altre tribù germaniche;cite-ref-grant256-51-0[51] furono battuti in Rezia,cite-ref-52[52] nei pressi del mwauofiume Lech (chiamato da mwausZosimo "Licca").cite-ref-53[53] Al termine degli scontri furono accordate le stesse condizioni che poco prima erano state concesse ai Lugi, ma quando i barbari vennero meno alle intese, trattenendo una parte dei prigionieri, l'imperatore li affrontò nuovamente. I Germani furono duramente sconfitti e i Romani catturarono anche il loro capo, mwavaIgillo.cite-ref-54[54] Al termine di queste vittorie anche Probo assunse l'appellativo di "mwavuGermanicus maximus".cite-ref-55[55] Da ultimo un'iscrizione trovata ad mwavoAugusta Vindelicorum ricorda che a questo imperatore è da attribuire il merito di aver rimesso ordine lungo i confini della provincia di Rezia, in qualità di "mwavsRestitutor provinciae".cite-ref-56[56]
Da Diocleziano ai Costantinidi
Nuovi successi sulle tribù germaniche sono confermate dal fatto che a Diocleziano fu rinnovato l'appellativo di "mwawwGermanicus maximus" per ben due volte nel corso del 287. I successi furono ottenuti dalle armate dell'altro augusto, Massimiano, contro Alemanni e Burgundi sull'alto Reno.cite-ref-scarre197-58-0[58]cite-ref-59[59]cite-ref-60[60] Nel 288 un nuovo successo sulle tribù germaniche è confermato dalla quarta acclamazione di Diocleziano quale "mwaxkGermanicus maximus",cite-ref-scarre197-58-1[58]cite-ref-61[61] per i successi ottenuti dai generali di Massimiano sugli mwayiAlemanni (in un'azione combinata con lo stesso Diolcezianocite-ref-62[62]).
mwayk298
Il Cesare Costanzo Cloro, cui era affidata la frontiera renana, riuscì a battere la coalizione degli Alemanni in due importanti scontri (mwaysbattaglia di Lingones e mwaywbattaglia di Vindonissa), rafforzando questo tratto di confine almeno per qualche decennio.cite-ref-grant284-63-0[63]
«Nello stesso periodo il cesare Costanzo Cloro combatté in Gallia con fortuna. Presso i
Lingoni
in un solo giorno sperimentò la cattiva e la buona sorte. Poiché i barbari avanzavano velocemente, fu costretto ad entrare in città, e per la necessità di chiudere le porte tanto in fretta, da essere issato sulle mura con delle funi, ma in sole cinque ore arrivando l'esercito fece a pezzi circa sessantamila Alemanni.»
(Eutropio, Breviarium ab urbe condita, 9, 23.)
mwazq302
Sembra che venisse combattuta una nuova mwazybattaglia presso Vindonissa, dove, ancora una volta, le armate romane ebbero la meglio su quelle di Alemanni e Burgundi, ma forse potrebbe trattarsi della stessa battaglia combattuta nel 298.cite-ref-southern214-42-1[42]
Vi fu una nuova fase sotto mwazwCostantino I, il quale divenuto monarca unico (mwaz0mwaz4Restitutor orbiscite-ref-costantinorestitutororbis-64-0[64]) ed assoluto dell'mwa0mImpero romano (mwa0qDominus et Deus), non solo riuscì a consolidare l'intero mwa0usistema difensivo lungo i tratti mwa0yrenano e mwa0cdanubiano, ma ottenne importanti successi militari e tornò a "controllare" buona parte di quei territori ex-romani, che erano stati abbandonati da mwa0gGallieno ed mwa0kAureliano, tra questi lmwa0o'mwa0smwa0wAlamannia (mwa00mwa04Agri decumates).cite-ref-juldecaes329c-65-0[65]cite-ref-66[66]cite-ref-lebohecii-52-67-0[67]
Nel corso di questi due anni furono condotte nuove campagne militari contro la federazione degli mwa2aAlamanni da parte del figlio di Costantino I, mwa2eCrispo, tanto che la mwa2imonetazione ne celebrò lmwa2m'"mwa2qAlamannia devicta".cite-ref-crispoalamannicus-68-0[68]
Ancora una volta mwa3mCostantino I, insieme al figlio mwa3qCostantino IIcite-ref-70[70] fu costretto ad intervenire lungo l'mwa3kalto Reno per a battere gli mwa3oAlemanni che avevano tentato di invadere i territori della mwa3sGallia.cite-ref-baroni1029-71-0[71] La guerra sembra che durasse diversi anni, visto che i figli dell'imperatore poterono fregiarsi del titolo di "mwa4amwa4eAlamannicus maximus", solo nel mwa4i331/mwa4m332.cite-ref-lebohecii-52-67-1[67]
Costantino che, tanto tempo aveva impiegato per riunificare l'mwa40Impero sotto la guida di un unico sovrano, decise di dividerne i suoi territori in mwa44quattro parti principali (ed una secondaria, affidata al nipote mwa48Annibaliano), lasciando ai figli, mwa5aCostantino II, la parte più occidentale (dalla mwa5eBritannia, alla mwa5iGallia, fino alla mwa5mmwa5qHispania), a mwa5uCostante I quella centrale (mwa5yRezia, mwa5cNorico, mwa5gPannonie, mwa5kItalia e passi alpini, oltre all'mwa5oAfrica), a mwa5sCostanzo II (l'mwa5wAsiana, l'mwa50Oriente e l'mwa54Egitto), mentre al nipote mwa58Dalmazio, il "cuore" del nuovo impero (mwa6aDacia, mwa6eTracia, mwa6iMacedonia) con la capitale mwa6mCostantinopoli,cite-ref-jones112-72-0[72] per evitare che i figli potessero poi contendersela in una nuova guerra civile. In pratica egli ricostituiva una nuova forma di mwa6gTetrarchia, che però durò poco meno di sei mesi, poiché Dalmazio fu assassinato e l'Impero rimase diviso ora in tre parti.cite-ref-302-306-73-0[73]
mwa68357
In primavera la consueta coalizione tra mwa7eMarcomanni e mwa7iQuadi, cui si erano uniti anche i mwa7mSarmati mwa7qIazigi, tornò ad agitarsi sul mwa7uDanubio, invadendo e saccheggiando Rezia, mwa7yPannonia e mwa7cMesia superiore.cite-ref-74[74] Intanto, sul fronte renano, mwa7wGiuliano ricacciò provvisoriamente gli mwa70Alemanni, grazie alla vittoria nella mwa74Battaglia di Strasburgo.
Da Valentiniano I a Teodosio I
mwa8k365
L'imperatore mwa8sValentiniano I divenuto augusto l'anno precedente insieme al fratello mwa8wValente, decise di recarsi in Gallia presso mwa80Parigi e poi mwa84Reims per dirigere le operazioni in prima persona contro le popolazioni barbariche degli mwa88Alemanni.cite-ref-baroni1032-75-0[75] I due nuovi imperatori dovettero affrontare minacce esterne su tutti i fronti: secondo mwa9qAmmiano Marcellino, a quei tempi la mwa9uGallia e la Rezia erano state devastate dagli mwa9yAlemanni, la mwa9cPannonia dai mwa9gSarmati e dai mwa9kQuadi, la mwa9oBritannia dai mwa9sSassoni, mwa9wScoti e mwa90Attacotti, mentre l'mwa94Africa era esposta ai saccheggi dei Mauri e degli Austuriani, e la mwa-aTracia era devastata dai mwa-eGoti; anche l'mwa-iArmenia, inoltre, era minacciata dallo scià di Persia mwa-mSapore II.cite-ref-76[76]
mwa-o370
Mentre Valentiniano provvedeva a rinforzare le fortificazioni sul mwa-wReno dall'Oceano fino alla Rezia, costruendo nuove fortificazioni e migliorando le fortificazioni preesistenti,cite-ref-77[77] mwa-eTeodosio il Vecchio, padre del futuro imperatore mwa-iTeodosio I, riuscì a respingere una nuova invasione di Alemanni in Rezia, trapiantando i prigionieri nei pressi del mwa-mPo.cite-ref-78[78]
Dalla morte di Teodosio I alla fine dell'Occidente
Sfruttando l'irruzione in Rezia e mwa-8Norico dei mwbaaVandali e di altri barbari (secondo una congettura di JB Bury condotti da mwbaeRadagaiso),cite-ref-79[79] Alarico invase l'Italia nel 400/401, anno del consolato di Stilicone. Un rigo della cronaca di mwbayProspero Tirone suggerisce che i Visigoti di mwbacAlarico I agirono in concerto con un altro invasore: le orde barbariche alla testa di mwbagRadagaiso il Goto, il quale avrebbe invaso di nuovo l'Italia cinque anni dopo, venendo però sgominato da mwbakStilicone. Secondo la cronaca di Prospero Tirone, Radagaiso sarebbe entrato in Italia in concerto con Alarico nell'anno 400, e nello stesso anno e in quello seguente, secondo le misteriose allusioni dei panegirici di Claudiano, vi furono delle incursioni ad opera di barbari in Rezia, provincia che faceva appunto parte dell'Italia a quell'epoca: secondo Claudiano, i Barbari avevano rotto i trattati di alleanza con l'Impero per invaderlo approfittando dell'invasione di Alarico.cite-ref-80[80] Secondo una congettura di Hodgkin e JB Bury, dunque, le orde di Radagaiso, in concerto con i Visigoti di Alarico, avrebbero invaso la Rezia, mentre i Visigoti di Alarico invasero la penisola dalle Alpi Giulie, occupando la provincia di Venezia e Istria.cite-ref-81[81] Occupate le Venezie, Alarico diresse il suo esercito in direzione di mwbbiMilano, capitale dell'mwbbmImpero romano d'Occidente, con l'intento di espugnarla. L'Imperatore e la corte imperiale, che si trovavano appunto a Milano, colti dal panico, stavano deliberando di fuggire in mwbbqCorsica o Sardegna, o fondare una nuova Roma sulle rive della mwbbuSenna o del mwbbyRodano, progettando dunque una fuga nelle mwbbcGallie.cite-ref-82[82] Stilicone, invece, secondo il suo panegirista Claudiano, si oppose alla fuga, sostenendo che si sarebbe diretto verso nord per raccogliere un esercito dalle guarnigioni di quei luoghi e sarebbe presto tornato, con un po' di ritardo, "per vendicare la maestà insultata di Roma".cite-ref-83[83] Dopo aver attraversato il mwbcaLago di Como, Stilicone si diresse verso la provincia di Rezia: era l'inverno del 401‑2. Nel giro di breve tempo, Stilicone riuscì a respingere le incursioni dei Barbari in Rezia, forse condotti da Radagaiso. Non solo li respinse oltre il Danubio, ma riuscì anche a reclutare alcuni dei barbari vinti nell'mwbceesercito romano.cite-ref-bury161-84-0[84] Una volta messa al sicuro la Rezia dalle incursioni nemiche, Stilicone partì con le legioni della Rezia alla difesa di Milano, assediata da Alarico: per poter vincere Alarico Stilicone fu costretto a sguarnire il mwbcyReno e la mwbccBritannia di truppe, richiamandole alla difesa dell'Italia.cite-ref-85[85]
Esercito e difesa
Legioni romane
All'esercito di Rezia, conosciuto semplicemente come EX.RAE. (mwbdeExercitus Raetiae), venne aggiunta una prima legione a partire dalle mwbdiguerre marcomanniche: la mwbdmmwbdqlegio III Italica che venne posizionata a mwbdumwbdyCastra Regina (mwbdcRatisbona). A partire dalla riforma tetrarchica di Diocleziano, la guarnigione legionaria fu aumentata a due unità, e la seconda legione, la mwbdgLegio III Herculea fu posizionata a mwbdoCaelius Mons (oggi mwbdwKellmünz an der Iller).
Auxilia
La guarnigione provinciale era composta da truppe ausiliarie, sia coorti, sia ali di cavalleria. Abbiamo conoscenza di queste unità essenzialmente in virtù delle informazioni contenute nei diplomi militari. La composizione della guarnigione mutò nel tempo, aumentando progressivamente i numeri degli effettivi: nel mwbee69 d.C. erano dislocate in Rezia 11 coorti e 3 ali. Nel mwbei117 erano presenti 10 coorti e sempre 3 ali, per poi passare nell'ultimo periodo di amministrazione equestre a 13/14 coorti di ausiliari e 4 ali (mwbemmiliariae) di cavalleria. Sappiamo da tutta una serie di iscrizioni epigrafiche che nella provincia c'erano:
nell'mwbey86
c'erano 4 mwbegmwbekalae di mwbeocavalleria e 8 mwbesmwbewcohortes di mwbe0fanteria (o miste),cite-ref-86[86] i cui nomi erano:
• per le ali ricordiamo: mwbfqI Hispanorum Auriana, mwbfuI Augusta Thracum, mwbfyThracum veterana e mwbfcII Flavia Pia Fidelis milliaria;
• per le coorti, ricordiamo: mwbfkI Breucorum, mwbfoII Gallorum, mwbfsIII Bracaraugustanorum, mwbfwIII Thracum, mwbf0III Britannorum, mwbf4IIII Gallorum, mwbf8V Bracaraugustanorum e mwbgaVI Lusitanorum.
nell'mwbgm107
c'erano 4 mwbgumwbgyalae di mwbgccavalleria e 11 mwbggmwbgkcohortes di mwbgofanteria (o miste),cite-ref-87[87] i cui nomi erano:
• per le ali ricordiamo: mwbhe I Hispanorum Auriana, mwbhiI Augusta Thracum, mwbhmI Flavia singularium civium Romanorum Pia Fidelis e mwbhqII Flavia milliaria Pia Fidelis;
• per le coorti, ricordiamo: mwbhyI Breucororum civium Romanorum, mwbhcI Raetorum, mwbhgII Raetorum, mwbhkIII Bracaraugustanorum, mwbhoIII Thracum veterana, mwbhsIII Britannorum, mwbhwIII Thracum civium Romanorum, mwbh0III Batavorum milliaria, mwbh4IIII Gallorum, mwbh8V Bracaraugustanorum e mwbiaVII Lusitanorum.
nell'mwbim116
c'erano 4 mwbiumwbiyalae di mwbiccavalleria e 13-(14 in realtà) mwbigmwbikcohortes di mwbiofanteria (o miste),cite-ref-88[88] i cui nomi erano:
• per le ali ricordiamo: mwbje I Hispanorum Auriana, mwbjiI Augusta Thracum, mwbjmI Flavia singularium civium Romanorum Pia Fidelis e mwbjqII Flavia milliaria Pia Fidelis;
• per le coorti, ricordiamo: mwbjyI Flavia Canathenorum milliaria sagittaria, mwbjcI Breucororum civium Romanorum, mwbjgI Raetorum, mwbjkII Raetorum, mwbjoII Aquitanorum civium Romanorum, mwbjsIII Bracaraugustanorum, mwbjwIII Thracum veterana, mwbj0III Britannorum, mwbj4III Thracum civium Romanorum, mwbj8III Batavorum milliaria, mwbkaIIII Gallorum, mwbkeV Bracaraugustanorum, mwbkiVI Lusitanorum e mwbkmVIIII Batavorum milliaria.
nel mwbky139
c'erano 2 mwbkgmwbkkalae di mwbkocavalleria e 6 mwbksmwbkwcohortes di mwbk0fanteria (o miste),cite-ref-89[89] i cui nomi erano:
• per le ali ricordiamo: mwblqI Flavia singularium civium Romanorum e mwbluII Flavia milliaria;
• per le coorti, ricordiamo: mwblcI Flavia Canathenorum milliaria, mwblgI Raetorum, mwblkII Aquitanorum, mwbloIII Thracum veterana, mwblsIII Britannorum?, mwblwIII(?) Tungrorum milliariae vexillatio.
c'erano 4 mwbmimwbmmalae di mwbmqcavalleria e 13 mwbmumwbmycohortes di mwbmcfanteria (o miste),cite-ref-90[90] i cui nomi erano:
• per le ali ricordiamo: mwbm4II Flavia Pia Fidelis milliaria, mwbm8I Flavia civium Romanorum, mwbnaI Flavia Gemelliana e mwbneI Flavia singularium civium Romanorum;
• per le coorti, ricordiamo: mwbnmI Flavia Canathenorum milliaria sagittaria, mwbnqI Breucorum, mwbnuI Raetorum, mwbnyII Raetorum, mwbncII Aquitanorum, mwbngIII Bracaraugustanorum, mwbnkIII Thracum veterana, mwbnoIII Thracum civium Romanorum, mwbnsIII Brittannorum, mwbnwIIII Gallorum, mwbn0V Bracaraugustanorum, mwbn4VI Lusitanorum e mwbn8VIIII Batavorum (milliaria?).
nel mwboi157
c'erano 4 mwboqmwboualae di mwboycavalleria e 13 mwbocmwbogcohortes di mwbokfanteria (o miste),cite-ref-91[91] i cui nomi erano:
• per le ali ricordiamo: mwbpaII Flavia Pia Fidelis milliaria, mwbpeI Hispanorum Auriana, mwbpiI Flavia Gemelliana e mwbpmI Flavia singularium civium Romanorum;
• per le coorti, ricordiamo: mwbpuI Flavia Canathenorum milliaria sagittaria, mwbpyI Breucorum, mwbpcI Raetorum, mwbpgII Raetorum, mwbpkII Aquitanorum, mwbpoIII Bracaraugustanorum, mwbpsIII Thracum veterana, mwbpwIII Thracum civium Romanorum, mwbp0III Britannorum, mwbp4IIII Gallorum, mwbp8V Bracaraugustanorum, mwbqaVI Lusitanorum e mwbqeVIIII Batavorum milliaria.
c'erano 3 mwbqcmwbqgalae di mwbqkcavalleria e 13 mwbqomwbqscohortes di 3mwbqwfanteria (o miste),cite-ref-92[92] i cui nomi erano:
• per le ali ricordiamo: mwbrmII Flavia milliaria Pia Fidelis, mwbrqI Flavia Gemelliana e mwbruI Flavia singularium civium Romanorum;
• per le coorti, ricordiamo: mwbrcI Flavia Canathenorum milliaria sagittaria, mwbrgI Breucorum, mwbrkI Raetorum, mwbroII Raetorum, mwbrsII Aquitanorum, mwbrwIII Bracaraugustanorum, mwbr0III Thracum veterana, mwbr4III Thracum civium Romanorum, mwbr8III Britannorum, mwbsaIIII Gallorum, mwbseV Bracaraugustanorum, mwbsiVI Lusitanorum e mwbsmVIIII Batavorum milliaria.
attorno al mwbsy400
Ai tempi della mwbsgmwbskNotitia Dignitatum, in quella che era stata la provincia della mwbsoRaetia, venne creato un comando militare, facente parte del mwbssmwbswNumerus intra Italiam ed affidato ad un mwbs0mwbs4Dux Raetiae primae et secundae,cite-ref-goldsworthy204-93-0[93]cite-ref-notocci-94-0[94]cite-ref-notoccvii-95-0[95] il quale era posto a capo 10 unità (o distaccamenti) di fanteriacite-ref-notocc35-96-0[96] e 6 di cavalleria,cite-ref-notocc35-96-1[96] alle cui dipendenze troviamo: un mwbummwbuqPraefectus mwbuulegionis III Italicae, a mwbuyCastra Regina, a mwbucSubmuntorio, a mwbugVimania Cassiliacum, a mwbukCambidano, a mwbuoFoetibus ed a mwbusTeriolis;cite-ref-notocc35-96-2[96] un mwbvaPraefectus militum Ursariensium, a mwbveGuntiae;cite-ref-notocc35-96-3[96] un mwbvymwbvcTribunus cohortis IX Batavorum, a Batavis; un mwbvgTribunus cohortis III Brittorum, a mwbvkAbusina; un mwbvoTribunus cohortis VI Valeriaae Raetorum, a mwbvsVenaxamodorum; un mwbvwTribunus cohortis I Herculeae Raetorum, a mwbv0Parroduno; un mwbv4Tribunus cohortis V Valeriae Frygum, a mwbv8Pinianis; un mwbwaTribunus cohortis III Herculeae Pannoniorum, a mwbweCaelio; un mwbwiTribunus cohortis Herculeae Pannoniorum, a mwbwmArbore;cite-ref-notocc35-96-4[96] un mwbwgPraefectus numeri barbaricariorum, presso mwbwkBrecantia;cite-ref-notocc35-96-5[96] degli mwbw4Equites stablesiani seniores, a mwbw8Augustanis; degli mwbxaEquites stablesiani iuniores, a mwbxePonte Aoni ora mwbxiFebians; degli mwbxmEquites stablesiani iuniores, a mwbxqSubmuntorio;cite-ref-notocc35-96-6[96] un mwbxkPraefectus alae I Flaviae Raetorum, a mwbxoQuintanis; un mwbxsPraefectus alae II Valeriae singularis, a mwbxwVallatio; un mwbx0Praefectus alae II Valeriae Sequanorum, a mwbx4Vimania;cite-ref-notocc35-96-7[96] e un mwbymTribunus gentis per Raetias deputatae, a mwbyqTeriolis.cite-ref-notocc35-96-8[96]
Fortezze, forti e fortini del limes raeticus
Lungo il Danubio: da Mengen-Ennetach a Castra Batava
Se ad mwby8Augusto dobbiamo l'inizio della conquista dei territori di mwbzaRaetia et Vindelicia, a mwbzeClaudio (mwbzi41-mwbzm54) la progettazione di un miglior mwbzqsistema difensivo lungo il Danubio. Egli, infatti, divenuto imperatore, completò le conquiste dei territori rimasti liberi fino al mwbzuDanubio, annettendo le parti rimaste libere fino a quale momento di Rezia e Norico (attorno al mwbzy50).
In seguito con Vespasiano si ebbe l'avanzata romana nei territori dei cosiddetti mwbzgmwbzkagri decumates che portarono la frontiera oltre il Danubio (vedi paragrafo successivo). La prima linea di fortificazioni venne costruita lungo il fiume Alb, la seconda ed ultima fase proseguì l'avanzata verso nord al tempo di mwbzsAntonino Pio. Tale avanzata comportò, durante la seconda fase delle mwbzwguerre marcomanniche (nel mwbz0179), il posizionamento di una legione nel luogo di congiunzione tra il mwbz4mwbz8limes germanico-retico e il tratto fluviale danubiano, a mwbaamwbaeCastra Regina (oggi mwbaiRatisbona).
Nonostante il continuo rafforzamento di unità ausiliarie lungo il confine danubiano, durante il principato di mwbaqMarco Aurelio i mwbauMarcomanni e i mwbaySarmati ebbero buon gioco nel penetrare il mwbaclimes, giungendo sino ad mwbagAquileia. In seguito a questi eventi, la provincia venne riorganizzata: l'amministrazione fu affidata ad un legato di rango mwbaksenatorio e nel mwbao179 vi fu definitivamente stanziata la mwbasuna legione.
Le continue invasioni barbariche, in particolare degli mwba0Alemanni, oltre alla contemporanea secessione della parte occidentale dell'impero (mwba4Impero delle Gallie), guidata dal mwba8governatore di mwbbaGermania superiore ed mwbbeinferiore, mwbbiPostumo,cite-ref-zosimo-storia-nuova-i-38-2-38-1[38]cite-ref-grant235-39-1[39] costrinsero l'allora imperatore mwbbsGallieno ad abbandonare il territorio degli mwbbwagri decumates, riportando il mwbb0mwbb4limes ai grandi fiumi: ad ovest del mwbb8Reno (cfr. mwbcalimes alto germanico) ed a sud del mwbciDanubio. Era il mwbcm259-mwbcq260.
In seguito alla riforma tetrarchica di mwbcyDiocleziano la provincia di Rezia venne divisa in due province, affidate ciascuna ad una legione, dove la mwbccmwbcgLegio III Italica continuava la sua permanenza a mwbckmwbcoCastra Regina, mentre la nuova mwbcsLegio III Herculea era posizionata a mwbc0Caelius Mons (oggi mwbc8Kellmünz an der Iller).
Qui sotto troverete una tabella riassuntiva delle fortificazioni di questo tratto di mwbdelimes, con relativa legenda:
• mwbdqlegio = mwbdulegione romana
• mwbdccoh. = mwbdgcoorte
• mwbdomil = milliaria (composta da 1.000 uomini)
• mwbdweq. = mwbd0coorte equitata
• mwbd8ala = mwbeaunità di cavalleria
• mwbeivexill. = mwbemmwbeqvexillationes
• mwbeyc.R. = mwbecmwbegcivium Romanorum
| Forte/ burgus lungo il limes | località antica | località moderna | n. forte | dal | al | Misure | Unità ausiliarie presenti in differenti periodi | Mappa |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Forte di ala | Brigobannis | Hüfingen | 62a | 41/45 | 80/85 | 2,4-3,5 ha | | |
| forte di coorte | | Tuttlingen | | ? | ? | | | |
| a) forte b) vicus | | Mengen -Ennetach | | a) 40/45 b) 70 | a) 75/85 b) 260 | da 0,5 a 3,0 ha | | |
| forte di coorte | | Emerkingen | | 45 | 85/90 | | | |
| a) forte di coorte b) forte di coorte c) altro | Riusiava? | Ehingen -Rißtissen | | a) 45 b) 70 c) 100</brd) vicus 70 | a) 69/70 b) 90/95 c) 110 d) 260 | a) 1,7 ha b) 1,9 ha | | |
| forte di ala | | Illerkirchberg -Unterkirchberg | | 40/45 | 100 circa | 200 × 210 m = 4,2 ha | | |
| fortino ausiliario | | Neu-Ulm -Burlafingen | | 40 circa | 50 circa | ca. 41 m × 42 m | | |
| fortino di vexill. ausiliaria | | Neu-Ulm - Nersingen | | 40 circa | 80 circa | 22,2 m × 25,2 m = ca. 780 m² | | |
| a) forte di Ala b) burgus | Guntia | Günzburg | | a) Vespasiano b) tardo antico | a) 110 circa b) V secolo | | | |
| a) ? b) forte di ala | Phoebiana | Lauingen-Faimingen | | a) Flavi b) inizi del III secolo | a) 117/138 b) 400 circa | | | |
| forte di coorte | | Aislingen | | Tiberio | 69/70 | | | |
| | Submuntorium | Mertingen -Burghöfe | | a) Claudio b) tardo antico | a) 69 b) prima metà del V secolo | | | |
| forte di coorte | Parrodunum | Burgheim | | 280 circa | | | | |
| a) fortino b) ? | Venaxamodurum | Neuburg an der Donau | | a) inizio periodo Claudio b) tardo antico | a) 69/70 b) ? | | | |
| forte di coorte | | Nassenfels | | Claudio | 69/70 | | | |
| forte di coorte | | Oberstimm | 132 x 108 m = 1,43 ha | Claudio | 120 circa | | | |
| a) forte di coorte b) fortino | Abusina | Eining- Neustadt an der Donau -Bad Gögging | max. 147 × 125 m = 1,8 ha | 80 circa | V secolo | | a) Cohors IIII Gallorum b) Vexill. Cohors II Tungrorum milliaria equitata c) Vexill. Cohors IIII Tungrorum milliaria equitata d) Cohors III Britannorum equitata | |
| forte di vexill . legionaria | | Unterfeld | | 170 circa | 179 circa [ 97 ] | 328 × > 320 m = circa 10,6 ha | Legio III Italica | |
| fortino | | Weltenburg-Galget | | Claudio- Vespasiano | | ca. 50 × 50 m = 0,2 ha | | |
| fortezza legionaria | Castra Regina | Ratisbona | | 179 / 180 | V secolo | 540x450 metri, pari a 24,50 ha | Legio III Italica | |
| forte di coorte | | Kumpfmühl | | 79/80 | 172 | a) 2 ha b) 2,86 ha | Cohors III Britannorum equitata , ab 107/116: Cohors II Aquitanorum equitata | |
| fortino | | Pfatter | | 100 circa | seconda metà del III secolo | ca. 60 m × 70 (?) m = ca. 0,42 ha | | |
| a-d) forte di coorte e) Burgus (?) | Sorviodurum , Serviodurum , Servinodurum | Straubing | | a) Vespasiano b) tardo Vespasiano/inizi Domiziano c) Domiziano d) Traiano e) fine del III secolo | a) 166/180 b) Domiziano c) Traiano d) prima metà del III secolo e) prima metà del V secolo | | a) Cohors II Raetorum civium Romanorum equitata b) ? c) Cohors III Batavorum equitata milliaria d) Cohors I Flavia Canathenorum milliaria sagittariorum e) truppe germaniche ausiliarie sconosciute | |
| fortino | | Steinkirchen- Stephansposching | | | ca. 90 - max. 259/260 | ca. 58 m × 70 m = 0,44 ha | | |
| forte di coorte | | Moos-Burgstall | | Dinastia flavia - ca. 120 | | | | |
| fortino | | Osterhofen -Haardorf | | Claudio | | ca. 55 × 55 m = 0,30 ha | | |
| a) forte di coorte b) ? | Quintana | Künzing | | a) Domiziano b) tardo antico | a) 259/260 b) ? | max. 132,5 × 165,5 m = 2,25 ha | a) Cohors III Thracum equitata civium Romanorum , b) Cohors V Bracaraugustanorum , c) Ala prima Flavia Raetorum | |
| fortino | | Osterhofen -Haardorf | | ? | ? | | | |
| a) forte di numerus b) ? c) ? | Castra Batava / Batavis [ 98 ] | Passavia | | a) 50 circa [ 98 ] b) II secolo c) tardo antico | a) ? b) III secolo c) dopo il 450 [ 98 ] | | Coh.IX Batavorum eq.mill. exploratorum [ 98 ] | |
A nord del Danubio: lungo il fiume Alb
Qui sotto troverete una tabella riassuntiva delle fortificazioni di questo tratto di mwb-klimes, con relativa legenda:
• mwb-wlegio=mwb-0legione romana
• mwb-8coh.=mwcaacoorte
• mwcaimil=milliaria (composta da 1.000 uomini)
• mwcaqeq.=mwcaucoorte equitata
• mwcacala=mwcagunità di cavalleria
• mwcaovexill=mwcasmwcawvexillationes
• mwca4c.R.=mwca8mwcbacivium Romanorum
| Forte/ burgus lungo il limes | località antica | località moderna | n. forte | dal | al | Misure | Unità ausiliarie presenti in differenti periodi | Mappa |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| a) forte di coorte b) vicus | | Geislingen | | 74 circa | 100 circa | 190 m x 140 m = 2,7 ha | | |
| forte di Ala miliaria o di due coorti o vexill. legionaria | | Albstadt - Ebingen /Lautlingen | | prima dell'80 | prima dell'85 | 248/254 × 264/273 m = 6,7 ha | | |
| forte di coorte vicus | | Burladingen -Hausen | | 80 circa (forte) 80 ( vicus ) | 110 circa (forte) 260 ( vicus ) | a) 137 m × 137 m = 1,9 ha b) 140 m × 140 m = 1,96 ha | | |
| forte di coorte vicus | | Gomadingen | | 85/90 (forte) 85/90 ( vicus ) | 110 (forte) 260 ( vicus ) | | | |
| forte di numerus vicus | Clarenna | Donnstetten | | 85/90 85/90 ( vicus ) | 150/160 260 ( vicus ) | 50 m x 60 m = 0,3 ha | | |
| forte di coorte vicus | Ad Lunam | Urspring- Lonsee | 66a | 75/85 75/85 ( vicus ) | 155/165 260 ( vicus ) | 135 m × 132,5 m = 1,79 ha | | |
| forte di numerus | | Deggingen | | incerto | incerto | 60 m x 70 m = 0,4 ha | | |
| | Aquileia | Heidenheim an der Brenz | 66b | | | | | |
| forte di coorte | Opia | Oberdorf-Bopfingen | 67b | Domiziano-Traiano | Antonini | 1,7 ha | | |
| forte di coorte | Losodica | Munningen | | 90 circa | 110 circa | 179 m × ca. 150 m | | |
A nord del Danubio: limes antonino
L'opera cominciò sotto mwcmsVespasiano, il quale diede inizio alla penetrazione dell'area, grazie alle campagne del legato della mwcmwGermania Superiore, un certo mwcm0Gneo Pinario Cornelio Clemente nel mwcm474. Furono creati, infatti, i forti di mwcm8Schleitheim, mwcnaHüfingen, mwcneRottweil, Waldmossingen, mwcnmOffenburg e mwcnqRiegel am Kaiserstuhl.
Dieci anni più tardi, al termine delle mwcnycampagne militari condotte dal figlio, mwcncDomiziano (dell'mwcng83-mwcnk84), furono costruiti tutta una serie di mwcnofortini e mwcnsstrade militari nel mwcnwWetterau e mwcn0Taunus (ad mwcn4Hofheim am Taunus, mwcn8Francoforte, Bergen, mwcoeHanau-Kesselstadt, Okarben, mwcomAltenstadt, mwcoqFriedberg e mwcouBad Nauheim), iniziando a creare il primo tratto fortificato del limes germanico-retico che congiungesse il fiume mwcoyLahn al mwcocfiume Meno.
Contemporaneamente più a sud si procedette all'mwcokoccupazione dei territori di mwcooNemeti e mwcosTriboci, percorrendo il corso del fiume mwcowNeckar da ovest ad est, e anche qui costruendo i nuovi forti a mwco0Ladenburg e a mwco4Heidelberg-Neuenheim,cite-ref-r-syme-pp-606-19-1[19] oltre al forte di mwcpmBaden lungo la sponda destra del Reno, quasi di fronte ad mwcpqArgentoratae.
Nella parte meridionale la penetrazione avveniva portando mwcpyla linea di confine verso settentrione, con la costruzione di tutta una serie di nuovi forti mwcpcausiliari a mwcpgSulz, mwcpkGeislingen, mwcpoRottenburg an der Laaber, mwcpsBurladingen, mwcpwGomadingen, Donnstetten, Urspring e mwcp8Günzburg, ed unendo così la fortezza militare di mwcqamwcqeArgentoratae con la capitale della Rezia, mwcqiAugusta Vindelicum.cite-ref-d-baatz-p-18-20-1[20]
La frontiera continuò a svilupparsi anche negli anni successivi, durante gli anni novanta, con la costruzione di nuovi forti a: mwcqgButzbach, mwcqkArnsberg, a mwcqoEchzell (un forte tra i più grandi di ben 5,2 ettari), più a sud a mwcqsHeidenheim (dove risiedette l'mwcqwmwcq0Ala II Flavia milliaria) ed a Degerfeld.
mwcraTraiano potenziò un nuovo tratto di frontiera più ad est, o quando fu imperatore (mwcre98-mwcri100) oppure ai tempi in cui era ancora mwcrmgovernatore della mwcrqGermania superiore sotto Domiziano (attorno agli anni mwcru92-mwcry96). Questo nuovo tratto collegava il mwcrcfiume Meno con il mwcrgNeckar, il cosiddetto limes di mwcrkOdenwald, che dal Meno presso mwcroWörth raggiunge il medio Neckar a mwcrsWimpfen.
Il successore mwcr0Adriano, recatosi lungo la frontiera germano-retica, contribuì alla costruzione della linea dell'Alb, fatta di torri di guardia paragonabili al limes del mwcr8Taunus-mwcsaWetterau-mwcseOdenwald, alla ricostruzione di numerosi forti in pietra ed al consolidamento di quanto fatto dai suoi predecessori. Il nuovo spostamento degli mwcsiauxilia sulla nuova linea di frontiera, portò all'abbandono dei forti del retroterra come mwcsmWiesbaden ed Heddernheim.
È sotto mwcsyAntonino Pio che molte delle torri e dei forti costruiti in precedenza in legno, furono ricostruiti interamente in pietra (a volte in siti differenti) e soprattutto si ebbe la definitiva evoluzione di questo tratto di limes tra mwcscGermania superiore e Rezia. Egli, infatti, già a partire dal mwcsg145-mwcsk146 promosse l'abbandono della precedente linea di difesa dell'mwcsoOdenwald-mwcssNeckar a favore di una posizione più avanzata di 30mwcsw km, ma non sappiamo se ciò comportò notevoli operazioni di guerra nell'area.
Le continue invasioni barbariche, in particolare degli mwcs4Alemanni, oltre alla contemporanea secessione della parte occidentale dell'impero (mwcs8Impero delle Gallie), costrinsero l'allora imperatore mwctaGallieno ad abbandonare il territorio degli mwcteagri decumates. Era il mwcti259-mwctm260.
Qui sotto troverete una tabella riassuntiva delle fortificazioni di questo tratto di mwctulimes, con relativa legenda:
• mwctglegio=mwctklegione romana
• mwctscoh.=mwctwcoorte
• mwct4mil=milliaria (composta da 1.000 uomini)
• mwcuaeq.=mwcuecoorte equitata
• mwcumala=mwcuqunità di cavalleria
• mwcuyvexill=mwcucmwcugvexillationes
• mwcuoc.R.=mwcusmwcuwcivium Romanorum
• mwcu4Nuove aperture di forti mwcu8post mwcva117
| Forte/ burgus lungo il limes | località antica | località moderna | n. forte | dal | al | Misure | Unità ausiliarie presenti in differenti periodi | Mappa |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| fortino | | Freimühle | | ? | non oltre il 260 | 53 m × 55 m = 0,29 ha | | |
| Forte di coorte | | Schirenhof | 64 | 150 | 244 / 247 | 2,0 ha | Coh.I Flavia Raetorum | |
| fortino | | Orthalde | 12/33 | ? | non oltre il 260 | 14,75 m × 15,15 m | | |
| Forte di coorte | | Unterböbingen | 65 | 150 / 160 | 266 | 2,0 ha | | |
| Forte alare | Alae | Aalen | 66 | 150 / 155 | 259 / 260 | 277 × 214 m ca = 6,07 ha | Ala II Flavia mill. | |
| Forte di coorte eq. | | Buch | 67 | 130 / 140 | 260 | 2,1 ha | Coh.III Thracum veterana [eq.] | |
| Forte di coorte eq. | monumento | Dalkingen | 12/81 | 165 | 233 / 234 | a) 13,3 m × 14,5 m, costruzione in legno b) 12.6 m × 9,3 m, costruzione in pietra | | |
| Forte di numerus | | Halheim | 67 a | 125 / 150 | 260 ca. | 0,67 ha | | |
| Forte di coorte eq. o Ala di cavalleria | | Ruffenhofen | 68 | Traiano | 250 ca. | 190 × 197 = 3,7 ha | Coh.IX Batavorum mill.eq. | |
| Forte di coorte e numerus | | Dambach | 69 | Traiano / Antonino Pio | 260 ca. | a) 115 × 85 = 0,97 ha b) 187 × 115 = 2,15 ha | Coh.II Aquitanorum eq. | |
| Forte di numerus | | Unterschwaningen | | Domiziano | 150 / 160 | 80 × 85 = 0,7 ha | | |
| Forte di coorte eq. | Mediana | Gnotzheim | 70 | Domiziano | 260 ca. | 153 × 143 = 2,2 ha | Coh.III Thracum eq. c.R. bis Torquata [ 99 ] | |
| Forte di numerus | | Gunzenhausen | 71 | 150 | 241 / 242 - 260 ca. | ca. 86 × 80 = ca. 0,7 ha | | |
| fortino | | Schloßbuck | | ? | non oltre il 260 | ca. 20 × 20 = ca. 0,04 ha | | |
| Forte di coorte eq. | Iciniacum | Theilenhofen | 71 a | 100 | 260 | 2,7 ha | Coh.III Bracaraugustanorum eq. | |
| fortino | | Gündersbach | | ? | non oltre il 260 | 18 × 18 m = 360 metri m² | | |
| Forte alare | Biriciana | Weißenburg | 72 | 90 | 253 ca. | a) 2,8 ha b) 3,1 ha | Ala I Hispanorum Auriana | |
| Forte di numerus | Sablonetum | Ellingen | | 120 ca. | 233 ca. | 90 × 80 m = 0,72 ha | | |
| Forte di numerus | | Oberhochstatt | | ? | 260 ca. | a) forte di terra/legno: ca. 80 m × ca. 80 m b) forte in pietra: ca. 80 m × ca. 80 m | | |
| centenarium | | Burgsalach | | 210 circa | non oltre il 260 | 32,60 (SO) × 32,40 (NO) × 31,90 (NE) × 32,60 (SE) m = 0,1 ha | | |
| fortino | | Raitenbuch | | | non oltre il 260 | 18 × 18 m = 0,032 ha | | |
| fortino | | Petersbuch | | | non oltre il 260 | 20,2 × 20,2 m = 0,04 ha | | |
| fortino in pietra | | Biebig | | | non oltre il 260 | 39 × 42 m = ca. 0,15 ha | | |
| fortino in pietra | | Hegelohe | | | non oltre il 260 | 20,25 (20,20) x 20,15 (20,10) = ca. 0,04 ha | | |
| Forte di numerus | | Böhming | 73 a | Prima metà del II secolo | 242 / 244 - 260 | 95 × 85 m = 0,73 ha | | |
| Forte di coorte eq. | Vetoniana | Pfünz | 73 | 80 ca. | 233 ca. | max. 189 (187) × 145 (144) m = 2,5 ha | Coh.I Breucorum eq. c.R. | |
| fortino | | Güßgraben | | | non oltre il 260 | 18,5 × 18,5 m = 0,03 ha | | |
| fortino | | Seeberg | | | non oltre il 260 | 17 × 17 m = 0,03 ha | | |
| Forte alare | Germanicum | Kösching | 74 | 80 ca. | 241 ca. | 4,3 ha | Ala I Augusta Thracum (?) Ala I Flavia Gemelliana | |
| Forte alare | Celeusum | Pförring | 75 | 80 ca. | Prima metà del III secolo | 3,9 ha | Ala I Flavia singularium c.R. pia fidelis | |
| fortino | | Hienheim | | | non oltre il 260 | ca. 16 × 16 m = 250 m² | | |
| Forte di coorte | Abusina | Eining | | 80 ca. | V secolo | 1,8 ha | Coh.IV Gallorum vexill. Coh.II Tungrorum mill. eq. vexill. Coh.IV Tungrorum mill. eq. Coh.III Britannorum eq. | |
| Fortezza di vexill. legionaria | | Unterfeld | | 172 | 179 | 328 × > 320 m = über 10,6 ha | vexill. Legio III Italica | |
| Fortezza legionaria | Castra Regina | Ratisbona | | 179 | IV secolo | 24,5 ha | Legio III Italica | |
Tratto di limes tra Danubio ed Iller
Qui sotto troverete una tabella riassuntiva delle fortificazioni di questo tratto di mwc-elimes, con relativa legenda:
• mwc-qlegio=mwc-ulegione romana
• mwc-ccoh.=mwc-gcoorte
• mwc-omil=milliaria (composta da 1.000 uomini)
• mwc-weq.=mwc-0coorte equitata
• mwc-8ala=mwc-aunità di cavalleria
• mwc-ivexill=mwc-mmwc-qvexillationes
• mwc-yc.R.=mwc-cmwc-gcivium Romanorum
| Forte/ burgus lungo il limes | località antica | località moderna | n. forte | dal | al | Misure | Unità ausiliarie presenti in differenti periodi | Mappa |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| | Constantia | Costanza | | | | | | |
| forte di coorte | Arbor Felix , Arbore | Arbon | | Tetrarchia | V secolo | 0,65 ha | cohors Herculea Pannoniorum | |
| | | Schaan | | | | | | |
| | Brigantium | Bregenz | | | | | | |
| | Vemania | Isny im Allgäu | | 260 circa | V secolo | 45 x 80 m | ala II Valeria Sequanorum | |
| burgus | | Buchenberg -Ahegg | | Valentiniano I | V secolo | 10,8 m × 11,0 m | | |
| forte di vexill. | Cambodunum | Kempten -Burghalde | | Fine del III secolo ? | V secolo | | | |
| forte di coorte | Caelius Mons | Kellmünz an der Iller | | 297 circa | V secolo | 8600 m² | cohors III Herculea Pannoniorum | |
| burgus | | Neu-Ulm -Finningen | | Valentiniano I | V secolo | 12 m × 11,7 m | | |
| burgus | | Neu-Ulm -Nersingen | | tardo antico | ? | | | |
| a) forte di ala b) burgus | Guntia | Günzburg | | a) Vespasiano b) tardo antico | a) 110 circa b) V secolo | | | |
| burgus | Febianis | Bürgle- Gundremmingen | | III secolo | V secolo | 0,16 ha | cohors V Valeria Frygum | |
| a) ? b) forte di ala | Phoebiana | Lauingen -Faimingen | | a) Flavi b) inizio III secolo | a) 117/138 b) 400 circa | | | |
| burgus | | Buttenwiesen -Unterthürheim | | tardo antico | ? | | | |
| burgus | | Buttenwiesen -Lauterbach | | tardo antico | ? | | | |
| | Submuntorium | Mertingen -Burghöfe | | a) Claudio b) tardo antico | a) 69 b) prima metà del V secolo | ? | | |
| burgus | | Oberpeiching | | tardo antico | ? | | | |
| burgus | | Rain (Lech)-Oberpeiching | | tardo antico | ? | | | |
| forte di coorte | Parrodunum | Burgheim | | 280 circa | ? | | | |
| burgus | | Mühlhart- Burgheim -Straß | | tardo antico | ? | | | |
| burgus | | Oberhausen-Kreut | | tardo antico | ? | | | |
| a) forte in pietra b) ? | Venaxamodurum | Neuburg an der Donau | | a) fine Tiberio-inizio Claudio b) tardo antico | a) 69/70 b) ? | | | |
| burgus | | Weichering | | tardo antico | ? | | | |
| burgus | | Ingolstadt -Zuchering | | tardo antico | ? | | | |
| a) forte di coorte b) forte in pietra | Abusina | Neustadt an der Donau -Bad Gögging-Eining | | 80 circa | V secolo | max. 147 × 125 m = 1,8 ha | a) Cohors IIII Gallorum b) Vexillatio der Cohors II Tungrorum milliaria equitata c) Vexillatio der Cohors IIII Tungrorum milliaria equitata d) Cohors III Britannorum equitata | |
| forte in pietra | | Weltenburg-Frauenberg | | a) prima età imperiale (?) b) tardo antico (?) | | | | |
| burgus | | Kelheim -Thaldorf | | tardo antico | ? | | | |
| burgus | | Saal an der Donau -Untersaal | | tardo antico | ? | | | |
| burgus | | Alkofen | | tardo antico | ? | | | |
| burgus | | Bad Abbach -Oberndorf | | tardo antico | ? | | | |
Geografia politica ed economica
La provincia confinava a nord con il mwdccDanubio ed i territori liberi della mwdcgGermania Magna; ad est con la provincia del mwdckNorico; a sud con l'mwdcoItalia romana (delle mwdcsregioni augustee di mwdcwmwdc0Venetia et Histria e mwdc4mwdc8Transpadana); ad ovest con la mwddaGermania superiore.
Maggiori centri provinciali
Gli indizi che permettono di identificare il mwddmcaput provinciae nel municipio di mwddqmwdduAelium Augusta Vendelicum (mwddymunicipio con mwddcAdriano) risalgono alla fine del mwddgII secolo, ovvero dopo il cambio di status avvenuto sotto mwddkMarco Aurelio, sebbene nulla vieti di credere che la località fosse già in precedenza il capoluogo provinciale. La città era messa in comunicazione con l'Italia tramite la mwddovia Claudia Augusta, tracciata da mwddsDruso e sistemata definitivamente da mwddwClaudio. I maggiori centri della provincia furono:
• mwdd8Alae (mwdeaAalen): divenne parte dell'impero romano attorno alla metà del mwdeeII secolo, sotto mwdeiAntonino Pio. Si trovava nelle immediate vicinanze del mwdemLimes retico. I Romani eressero un mwdeqcastrum (=accampamento) per ospitare un'unità di cavalleria: lmwdeu'mwdeymwdecAla II Flavia milliaria. Il sito si trova ad ovest del centro della città odierna, alla base della collina Schillerhöhe. Con circa 1.000 cavalieri, fu la più grande fortezza di ausiliari lungo il mwdeglimes retico. Altri insediamenti civili furono costruiti adiacentemente, a sud e ad est. Circa nel mwdek260, i Romani si ritirarono a sud del Danubio, mentre gli Alamanni ne presero il controllo della regione. L'insediamento civile continuò però ad esistere, sebbene nonsembra esserci continuità tra questo insediamento e quello successivo medioevale.
• mwdhgArbor Felix (mwdhkArbon)
• mwdhsApodiacum (Epfach)
• mwdh4mwdh8Augusta Vindelicorum (mwdiaAugusta): il sito dell'abitato era chiamato mwdieDamasia da mwdiiStrabone. A seguito della campagna di conquista condotta da mwdimTiberio e Druso del mwdiq15 a.C., fu istituito un insediamento militare romano, attorno a cui nacque l'abitato. Essa trae, allo stesso modo di molte altre fondazioni augustee, l'appellativo mwdiuAugusta seguito dall'etnico della popolazione indigena (ovvero i mwdiyVindelici). Nel mwdicI secolo d.C., Augusta Vindelicum diventa capitale della mwdigprovincia romana della mwdikmwdioRaetia et Vindelicia, sostituendo nel ruolo mwdisCambodunum, che pare essere stata il primo mwdiwcaput provinciae. La città era collegata con l'mwdi0Italia dall'importante mwdi4Via Claudia Augusta che giungeva sino ad mwdi8mwdjaAltinum, nella mwdjemwdjiRegio X Venetia et Histria; sotto mwdjmTraiano divenne centro principale della provincia di mwdjqRaetia, mentre nel mwdju122 d.C., il centro acquisisce, per merito di mwdjyAdriano, il rango di mwdjcmwdjgmunicipium.cite-ref-100[100] Dopo la riforma provinciale di mwdj0Diocleziano, Augusta Vindelicum divenne capitale della mwdj4Raetia Secunda, ruolo che mantenne sino alla mwdj8caduta dell'Impero romano d'Occidente nel mwdkaV secolo d.C..
• mwdkiAquilea (mwdkmHeidenheim an der Brenz).
• mwdkuBrigantium (mwdkyBregenz)
• mwdkgCambodunum (mwdkkKempten im Allgäu)
• mwdksCastra Batava (mwdkwPassavia): antico insediamento celtico, il cui nome era mwdk0Boiodurum. Fu conquistato dai Romani nel mwdk4I secolo d.C., divenendo parte della provincia di mwdk8Rezia. Presso l'attuale cattedrale si trova il sito dell'antico forte ausiliario romano di mwdlaBatavis (o mwdleCastra Batava), posto lungo il mwdlilimes danubiano. Il nome "mwdlqBatavis" deriva dalla prima unità ausiliaria che qui vi stazionò, di mwdlumwdlyauxilia germanici del popolo dei mwdlcBatavi. Da mwdlgBatavis nel corso dei scoli mutò in "mwdlkPassavia". Nel tardo periodo imperiale si trovava lungo il confine con la vicina provincia del mwdlomwdlsNoricum adiacente al forte di mwdlwBoiotro, fino al ritiro della Romani. I Romani abbandonarono il sito militare nel mwdl0476.
• mwdm8Castra Regina (mwdnaRatisbona): a partire dal mwdne179 qui fu costruita l'importante mwdnifortezza legionaria della mwdnmmwdnqlegio III Italica, che misurava 540 x 450 metri, pari a circa 24,5 mwdnuha. All'interno del campo i numerosi scavi hanno evidenziato tutta una serie di edifici pubblici, tra cui due mwdnyterme, il Pretorio, i baraccamenti della truppa legionaria ed alcune fabbriche artigianali, con semplici pitture murali decorate. Il campo subì diverse devastazioni ad opera di mwdncAlemanni e mwdngIutungi nell'ambito di alcune mwdnkinvasioni barbariche del III secolo. Una nuova mwdnoinvasione barbarica ad opera degli mwdnsIutungi nel mwdnw357, portò così grave devastazione al campo militare ed al vicino centro civile (mwdn0mwdn4canabae), che si suppone possa essere stato abbandonato dalla mwdn8legione.
• mwdp8mwdqaCuria Raetorum (mwdqeCoira)
• mwdqmFoetes (mwdqqFüssen)
• mwdqyGuntia (mwdqcGünzburg)
• mwdqkGamundia Romana (mwdqoSchwäbisch Gmünd)
• mwdqwParthanum (mwdq0Partenkirchen)
• mwdq8Sorviodurum (mwdraStraubing)
Risorse economiche provinciali
Il territorio era particolarmente montuoso nella parte meridionale, degradando verso ampi altopiani, dove gli abitanti si occupavano soprattutto di allevamento del bestiame e del taglio del legno, poca attenzione era invece dedicata all'agricoltura. Alcune delle valli, tuttavia, erano ricche e fertili. Qui veniva prodotto anche il vino, considerato non inferiore ai vini italici. Augusto, ad esempio, si racconta che preferisse vino retico a qualunque altro. Vi era poi un discreto livello di commercio nelle principali piazze cittadine di beni come miele, cera e il formaggi.
Principali vie di comunicazione
Le principali vie di comunicazioni erano:
• la mwdrgVia Claudia Augusta che collegava la mwdrkmwdroVenetia alle rive del mwdrsDanubio passando per mwdrwmwdr0Augusta Vindelicorum, e proseguiva fino al mwdr4Norico (pressappoco l'attuale mwdr8Baviera), valicando le Alpi attraverso il mwdsaBrennero e/o il mwdsepasso di Resia. Fu realizzata nel mwdsi15 a.C. da mwdsmDruso generale di mwdsqAugusto durante alcune campagne militari che portarono alla mwdsuconquista dei territori della Rezia e della Vindelicia (oggigiorno il Tirolo occidentale e la Germania meridionale). Fu ampliata e quindi ultimata nel mwdsy47 d.C. da suo figlio, l'imperatore mwdscClaudio, dal quale prese poi il nome. Questo è noto grazie al ritrovamento di due pietre miliari (nel mwdsg1552 in mwdskval Venosta, a mwdsoRablà di Parcines, e nel mwdss1786 a mwdswCesiomaggiore, presso mwds0Feltre) allora confine fra la mwds4X Regio e la Rezia.cite-ref-galter-101-0[101] Lungo quest'asse, importantissimo in quanto metteva in comunicazione il mondo latino con il mondo germanico, confluivano altre importanti strade: è il caso della mwdtmmwdtqvia Annia, che univa mwdtuAdria ad mwdtyAquileia, della mwdtcmwdtgvia Popilia, che collegava mwdtkAltino e mwdtoRimini, della mwdtsmwdtwvia Aurelia, tra mwdt0Padova e mwdt4Feltre passando per mwdt8Asolo, e della mwduamwduevia Postumia, la strada consolare che da mwduiGenova arrivava ad mwdumAquileia.
Note
cite-note-22. ↑ C.Scarre, mwdvuCroniche of the roman emperors, London 1995, p.29.
cite-note-33. ↑ R.Syme, mwdvkL'Aristocrazia augustea, p.587.
cite-note-44. ↑ Floro, mwdv0Epitome di storia romana, II, 30, 23-25; Cassio Dione, mwdv8Storia romana, LIV, 20; Velleio Patercolo, mwdweStoria di Roma, II, 97; Svetonio, mwdwmAugusto, 23; Tacito, mwdwuAnnales, I, 10.
cite-note-symeviii153-55. ↑ R.Syme, mwdwsLe Alpi, Cambridge Ancient History, vol.VIII, in mwdwwL'impero romano da Augusto agli Antonini, p.153.
cite-note-66. ↑ Cassio Dione, mwdxaStoria romana, LIV, 22, 1.
cite-note-77. ↑ Svetonio, mwdxqTiberio, 9; mwdxuClaudio, 1.
cite-note-88. ↑ Cassio Dione, mwdxkStoria romana, LIV, 22, 2.
cite-note-99. ↑ Cassio Dione, mwdx0Storia romana, LIV, 22, 4.
cite-note-1111. ↑ Antonio Spinosa, mwdygTiberio, p. 41.
cite-note-symeviii154-1313. ↑ R.Syme, mwdzuLe Alpi, Cambridge Ancient History, vol.VIII, in mwdzyL'impero romano da Augusto agli Antonini, p.154.
cite-note-1414. ↑ D.Faoro, mwdzoNovità sui Fasti equestri della Rezia, in Quaderni friulani di archeologia n.XVII, Trieste 2007, pp.97-101 e 107.
cite-note-1717. ↑ R.Syme, Cambridge Ancient History, vol.VIII, in mwd0gL'impero romano da Augusto agli Antonini, p.155-189.
cite-note-1818. ↑ A mwd0wGneo Pinario Cornelio Clemente potrebbe attribuirsi la costruzione di una strada militare che congiungeva mwd00Argentoratae al forte di mwd04Rottweil, che continuava poi in due direzioni: a sud fino alla fortezza legionaria di mwd08Vindonissa; ad est fino al mwd1aDanubio nei pressi di mwd1eLaiz (D.Baatz, mwd1iDer römische Limes: Archäologische Ausflüge zwischen Rhein und Donau, cartina p.18).
cite-note-r-syme-pp-606-1919. ↑ R.Syme, mwd1gGuerre e frontiere del periodo dei Flavi, pp.606 ss.
cite-note-d-baatz-p-18-2020. ↑ D.Baatz, mwd14Der römische Limes: Archäologische Ausflüge zwischen Rhein und Donau, cartina p.18. Syme, mwd18Guerre e frontiere del periodo dei Flavi, cartina di p.603.
cite-note-2121. ↑ J.Bennet, mwd2mTrajan Optimus princeps, p.45 e 49.
cite-note-southern209-2222. ↑ Southern, p. 209.
cite-note-2424. ↑ mwd3uHistoria Augusta - mwd3yCaracalla, 10.6.
cite-note-2525. ↑ Cassio Dione, mwd3oStoria romana, LXXVIII, 14.
cite-note-2626. ↑ mwd34Historia Augusta - mwd38Alessandro Severo, 59.1.
cite-note-2727. ↑ mwd4mHistoria Augusta - mwd4qAlessandro Severo, 61.8.
cite-note-2828. ↑ Erodiano, mwd4gStoria dell'Impero dopo Marco Aurelio, VI.8-9; mwd4kHistoria Augusta - mwd4oAlessandro Severo, 59.7; mwd4sHistoria Augusta - mwd4wI due Massimini, 7.4.
cite-note-2929. ↑ mwd5aSanto Mazzarino, mwd5eL'Impero romano, p. 492.
cite-note-3030. ↑ Michael Grant, mwd5uGli imperatori romani, storia e segreti, p. 186; al termine delle operazioni militari di Massimino, furono ricostruiti numerosi forti ausiliari come quelli di mwd5cEchzell, mwd5gButzbach, Kapersburg, mwd5oSaalburg e Kleiner Feldberg (cfr. H.Shonberger, mwd5wThe Roman Frontier in Germany: an Archaeological Survey, p. 175).
cite-note-3131. ↑ Michael Geschwinde & Petra Lönne, mwd6aLa spedizione dimenticata, in rivista mwd6emwd6iArcheo, attualità dal passato, N.332 di Ottobre 2012, pp. 30-37.
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Collegamenti esterni
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